IN ATTESA DELLO SPOSO – XXXII Domenica del T.O.

In attesa dello sposo

Il regno di Gesù che ci attende è stato spesso assimilato ad una festa di nozze. Non esiste festa più bella, pranzo più suntuoso, più gioia e allegria. Lo sposo e la sposa sprizzanti giovinezza e radiosi di gioia. Gesù paragona a questa festa radiosa e senza fine il Suo Regno.

Ma queste nozze non sono per tutto il seguito. Le porte della festa sono ancora chiuse e c’è da aspettare perché si aprano. Nessuno sa quando. L’incertezza è totale. Ciò che importa è essere ad attendere senza abbandonare . Lo sposo tarda e la notte è inoltrata. E’ duro aspettare e tutti quelli che aspettano , senza eccezione, si addormentano e Gesù non gli rimprovera, E’ normale che col passar del tempo e il ritardo dello sposo e anche del fervore la nostra attesa si rilassi. Gesù è abituato ai nostri sonni. Anche gli apostoli si lasciarono vincere dal sonno in momenti importanti: sul monte Tabor e nell’Orto degli Ulivi. Gli uomini sono affaticati e Gesù sa cosa c’è nel cuore dell’uomo. Quando arriva lo sposo un forte grido sveglia tutti “Ecco lo sposo , andategli incontro”: Tutti si svegliano di soprassalto ed ecco il dramma: alcune sono previdenti e sagge ed hanno portato la riserva di olio; altre non preveggenti – stolte- non hanno portato con se l’olio e le loro lampade si stanno spengendo. C’è ancora tempo per comprarne?. E’ precisamente tra il tempo che viene lo sposo e si aprono le porte e quelle che erano pronte poterono entrare dopo lo sposo e quando le altre tornarono dal mercato dove avevano comprato l’olio, che le porte furono chiuse. Bussarono e gridarono “Signore, Signore aprici!” ma la risposta dello sposo è ferma: “Non vi conosco!” Gesù non ci rivela i particolari della parabola e non ci dice in che cosa consistesse l’olio che mancava alle vergini stolte per aver meritato una risposta così dura. Gesù non ci ha lasciato nessuna interpretazione. I Padri della chiesa e gli esegeti ne hanno avanzate alcune. Certamente lo sposo rimane dietro la porta per rispondere alle stolte. La risposta è chiara “Non vi conosco!” Non sono riconoscibili da Lui. Perché? Forse perché non lo assomigliano: Solo quelle che rassomigliano allo sposo possono partecipare. Non gli assomigliano perché non hanno imparato da Lui quello che ha detto: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete riposo” e al posto del riposo: troverete le nozze e la festa senza fine. L’olio è l’umiltà e la dolcezza di Gesù e la luce che ne scaturisce è l’amore senza limitI: “Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre Vostro che è nei cieli. L’umile amore è l’immagine più perfetta di Gesù e di suo Padre per noi sulla terra. E’ questo umile amore per Gesù e per il mondo intero che manca loro; solo questo umile amore è capace di forzare le porte della festa di nozze, le porte del Regno di Gesù.

Firma Mani

2 Commenti

  • Angelo Delogu

    Inserito il 11/11/2017

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    Il Montfort avrebbe visto nella lampada e nella luce la devozione mariana e San Giovanni Paolo II sarebbe stato d'accordo.Forse anche qualche padre della Chiesa. Grazie Eccellenza!

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