Liturgia

20 luglio – SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO A

VANGELO

Dal vangelo secondo Matteo (13,24-30)

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

Diventare buon grano

Gesù ha proclamato il Regno di Dio, ma non è stato ascoltato e  la sua parola ha provocato ostilità. Tuttavia almeno alcuni hanno accolto la parola di Gesù e vogliono comprenderla. Questo significa il minuscolo granellino di senapa che è stato piantato e prima o poi diverrà un grande albero, o il pugno di lievito che farà fermentare tutta la massa della farina. Con la parabola della zizzania che segue, troviamo sostanzialmente lo stesso schema della parabola del seminatore: prima una parabola principale, rafforzata da due più piccole, che viene raccontata alla folla. Poi una riflessione sull'insegnamento in parabole. La folla non comprende le parabola, i loro cuori non sono interessati a fare quello sforzo di comprensione che la parabola richiederebbe ed allora Gesù lascia la folla. Infine Matteo ci presenta una rilettura delle parabola fatta dalla comunità cristiana e presentata come destinata ai discepoli, immagine di coloro che sono disposti allo sforzo di attenzione e comprensione perché la Parola possa fruttificare.

Il problema fondamentale della parabola della zizzania è riassunto nella domanda che i contadini rivolgono al padrone del campo: perché c'è zizzania mescolata con il buon grano? Perché nel mondo c'è il male? Perché i malvagi prosperano insieme ai buoni in una apparente ingiustizia che Dio permette? Secondo le aspettative dei giudei con la venuta del Messia e l'instaurazione del regno di Dio i malvagi sarebbero spariti dalla faccia della terra insieme con ogni forma di peccato. I primi cristiani si pongono dunque la domanda: se Gesù ha portato la salvezza, perché ancora nel mondo c'è il male, il peccato ed i peccatori? La risposta della parabola è che bisogna aspettare fino al momento della mietitura, solo allora la zizzania verrà eliminata definitivamente, bruciata nel fuoco. Il Regno di Dio è venuto e le parole e le azioni di Gesù lo manifestano chiaramente, ma sta ancora appena germinando, come un piccolo granello di senapa o un po’ di lievito. È necessario attendere con pazienza fino al compimento pieno delle promesse di Dio. Non dobbiamo lasciarci sconcertare dall'apparente debolezza ed insignificanza dell'opera di Dio nel mondo, il risultato sarà certamente superiore ad ogni attesa.

Come già con la parabola del seminatore, la rilettura ecclesiale della parabola della zizzania, riportata dalla sua spiegazione ai discepoli, cambia un po’ la prospettiva. L'accento è posto sulla responsabilità dei cristiani chiamati ad operare il bene e soprattutto a spingere il mondo verso il bene. La zizzania diventa allora il comportamento di quanti danno scandalo e spingono con ciò al male, mentre il buon grano diventa il cristiano che ama il suo prossimo spingendolo al bene e correggendolo dai suoi errori. Non è possibile raggiungere il premio del regno preoccupandosi solo della nostra salvezza personale. Questa salvezza passa anche per la salvezza dei fratelli che incontriamo nel cammino e che possiamo spingere al bene o al male.

Nella spiegazione della parabola si evoca un aspetto proprio della vita sulla terra e che nell'immagine originaria del grano e della zizzania non è contemplato. Il buon grano non può infatti diventare zizzania, né la zizzania diventare buon grano; ma nella vita concreta la pazienza di Dio verso i malvagi, unita alla testimonianza ed al buon esempio dei cristiani, possono far sì che chi è stato seminato nel male si converta e porti un frutto buono. E' però purtroppo anche possibile che il male attorno a noi ci corrompa, quindi la vigilanza resta fondamentale nello stile di vita del credente in Cristo.

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25 maggio 2014- SESTA DOMENICA DI PASQUA A

VANGELO Dal vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

Parlare di amore è riferirsi ad una realtà multiforme. Quando Gesù chiede di amarlo, a quale aspetto dell'esperienza dell'amore umano fa riferimento? Il vangelo di Giovanni non lascia spazio a sentimentalismi da romanzetti rosa: "se mi amate osserverete i mie comandamenti!". L'amore è infatti la forma più radicale di affidamento, di consegna senza riserve di sé alla volontà dell'altro che si sperimenti sulla terra. (altro…)

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18 maggio 2014 – QUINTA DOMENICA DI PASQUA A

VANGELO Dal vangelo secondo Giovanni (14,1-12)

 

In questo periodo post-pasquale continua la rivelazione del mistero di Gesù. Nel strada della salvezza Gesù è il pastore che ci guida, è la porta dell'ovile attraverso cui necessariamente dobbiamo passare, è la stessa via che dobbiamo percorrere per giungere alla meta: l'incontro col Padre. Il testo di questa domenica vive e si muove tra simboli spaziali che interagiscono e si illuminano a vicenda. (altro…)

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11 maggio 2014 – QUARTA DOMENICA DI PASQUA A

VANGELO Dal vangelo secondo Giovanni (10,1-10) Il cap 10  del vangelo di Giovanni si apre con una similitudine complessa: quella del recinto, del pastore e delle pecore, la cui spiegazione offerta da Gesù, appare piuttosto una complicazione. E' bene procedere con ordine leggendo la prima parte e solo dopo la spiegazione che Gesù ne offre. (altro…)

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4 Maggio 2014 – TERZA DOMENICA DI PASQUA A

VANGELO Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35) Di tutte le strade del Vangelo la via di Emmaus è quella che più di tutte mostra i caratteri della modernità. Come non sentire vicina alla nostra epoca questa strada percorsa da due discepoli tristi e disillusi, spesso capaci solo di rimproverarsi a vicenda, tanto distratti dalle loro preoccupazioni da non accorgersi che Gesù stesso si è avvicinato e cammina con loro. (altro…)

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27 aprile 2014 – DOMENICA IN ALBIS – Anno A

VANGELO

Dal vangelo secondo Giovanni (20,19-31)

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». (altro…)

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20 aprile – DOMENICA DI PASQUA Anno A

VANGELO Dal vangelo secondo Giovanni (20,1-9) Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». (altro…)

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13 aprile – DOMENICA DELLE PALME Anno A

VANGELO Passione secondo Matteo (26,14-27,66)   Per comprendere il racconto della passione é necessario partire da una domanda che sembra strana: Perché gli evangelisti hanno raccontato la Passione? I primi cristiani infatti erano coscienti che il fatto importante da tramandare ai posteri era la Resurrezione di Gesù. Essi si sentono Testimoni della resurrezione e sanno che Gesù ci ha salvati soprattutto vincendo la morte con la sua Resurrezione. (altro…)

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6 aprile – V DOMENICA DI QUARESIMA Anno A

VANGELO Dal vangelo secondo Giovanni (11,1-45) Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato». (altro…)

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30 Marzo – IV DOMENICA DI QUARESIMA Anno A

VANGELO

Dal vangelo secondo Giovanni (9,1-41)

Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. (altro…)

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