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Esercizi Spirituali

Esercizi Spirituali
  • I loro occhi si aprirono

    Il cammino percorso dai due discepoli di Emmaus non è che il cammino fatto dall’umanità dalla notte alla luce., dalla morte alla vita, dall’assenza alla presenza. I due discepoli cacciati da Gerusalemme per paura della morte fanno pensare ad Adamo ed Eva cacciati dal paradiso Per andare dove? Qual è la meta del loro viaggio? Il luogo dove Dio si rivela nutrimento della vita.

    Ritorno a Gerusalemme, ritorno all’Eden con l’albero della vita al centro. E’ centrale i problema della conoscenza. Conoscere chi è veramente Dio, cioè conoscere la verità delle cose. Chi sono io ? Dove Vado? Qual è la verità dell’uomo e del mondo? Sono i problemi posti da Genesi 3 e il mentitore, il diavolo risponde e l’uomo si nutre di questa menzogna: la verità dell’uomo e delle cose è accaparrarsi il più possibile perché non c’è da fidarsi di Dio. Dio è avaro. Così gli occhi si chiusero sulla verità di Dio e si aprirono alla nudità dell’uomo. Tutta la strada della scrittura come quella di Emmaus è caratterizzata da questa menzogna e falsità.

    La presenza. Lungo tutta la strada da Adamo ai discepoli di Emmaus, Dio è presente. La Scrittura è piena di Cristo dalla prima linea. Sulla strada come nel libro questa presenza è nascosta. Nascosta come un bambino prima della nascita ma anche nascosta dalla menzogna. Il lavoro di crescita di Dio nel mondo è lento e doloroso, giustamente per la menzogna che è fede nella morte mentre la nascita è vita. Il Cristo non è riconosciuto nella strada come non è identificato nel libro che parla di Gesù. D’altra parte è il Libro e gli avvenimenti di Gerusalemme che si ritrovano e che si uniscono nella Parola. I cuori dei discepoli si “riscaldano” ma Cristo non è che come una terza persona: non è riconosciuto come colui che parla ma come colui di cui si parla. Le orecchie si sono aperte ma non ancora gli occhi. Il libro scritto conserva ancora una distanza. Per superare questa distanza bisogna che questa Parola, già considerata come nutrimento nello stesso libro , diventi pane spezzato.

    Come nella Genesi anche ad Emmaus gli occhi si aprirono mentre mangiavano. Per gli apostoli non è soltanto il ricordo di quanto avevano visto nel cenacolo all’ultima cena ma il legame è ancora più grande con quanto avvenne nel paradiso terrestre. La Genesi ci narra che ci fu il disprezzo della parola di Dio per accogliere quella del mentitore, la presa del frutto dell’albero, la conoscenza della morte. Ad Emmaus invece c’è l’accoglienza della Parola di Dio (il cuore che bruciava), la presa del pane che è Cristo, la conoscenza autentica di Dio che è la vita. In effetti è allora che il Cristo viene riconosciuto vivente. Siamo al sommo della rivelazione: Dio non è avarizia ma dono di se stesso per la vita dell’uomo. Questo si può capire soltanto se si prende e si mangia.

    L’ospitalità. Ne querceto di Manrè Abramo aveva ricevuto e nutrito tre stranieri che furono riconosciuti come Angeli e che la tradizione cristiana vede in essi l’immagine della Trinità. Il tema del riconoscimento trova la sua realizzazione nel Vangelo di Emmaus. Gesù, straniero sconosciuto è accolto nella loro discussione e poi invitato a tavola. Ed è la che avviene il capovolgimento perché Gesù rompendo e offrendo il pane prende il posto di colui che invita. Come avvenne per la Samaritana che è Lui che offre acqua viva. Lui si fa invitare per annunciare il dono ultimo, quello della Spirito, nutrimento che non dona soltanto la forza ai muscoli ma la “forza che viene dall’alto”.

    Firma Mani